Pensieri del giorno
Mobilità e progresso

Michele Serra
(Repubblica.it)

Autorevoli studi dicono che la velocità media di spostamento, nelle nostre città, è uguale a quella del diciottesimo secolo: sette chilometri all’ora. L’idea di Progresso è così malconcia (quasi quanto l’idea di Politica) che non è il caso di maramaldeggiare.

Scoprire la bellezza del limite

Ugo Morelli

“Nessuno può volontariamente non capire una frase”, scrive magistralmente Andrea Moro. Possiamo decidere di non andare in un luogo; di non mangiare o di non bere qualcosa, ma non di non capire una frase quando la leggiamo o ce la dicono. Ma allora perché diviene così difficile capire o rendersi conto di alcune questioni così evidenti e sempre più urgenti nel tempo in cui viviamo?

Segnalazioni

Laurent Fabius, l’uomo più scomodo dell’era Hollande

Enfant prodige con Mitterrand, quindi no global, il nuovo ministro degli Esteri francese votò contro la Costituzione europea e si oppose al ritorno di Parigi nel comando Nato. Sempre sprezzante con Hollande, che lui definiva “fragolina di bosco”, oggi è al Governo e dal Quai d’Orsay creerà più di un problema. Da Linkiesta.

Bolzano: Euromediterranea 2012 - Donne in cammino

Euromediterranea sarà dedicata nel 2012 alle donne della Primavera araba e a tutte le donne che si battono per i diritti e la democrazia. L’appuntamento annuale della Fondazione Alexander Langer, con la premiazione ufficiale all’Association Tunisienne des femmes démocrates e occasioni di incontro e confronto con ospiti internazionali, si terrà a Bolzano dal 29 giugno all’1 luglio 2012.

Italia: ecco le armi esportate da Berlusconi a dittatori e regimi autoritari

Quasi 127 milioni di armamenti per la “dittatura monopartitica” del Turkmenistan (tra cui elicotteri per uso militare, fucili d’assalto, lanciagranate e pistole della ditta Beretta già consegnati); oltre 99 milioni di euro di armi alla Russia, di cui si sa solo di 10 autocarri protetti Iveco; una nave d’assalto anfibia dal 416 milioni di euro all’Algeria; “prestazione di servizi” da parte del Ministero della Difesa alle Forze armate egiziane nel pieno delle rivolte popolari e oltre 30 milioni di armi destinate al “regime autoritario” del Gabon. Sono solo alcune delle esportazioni autorizzate dal governo Berlusconi nel 2011 sulle quali il rapporto del Consigliere militare del presidente Monti ha steso un velo di silenzio. Ma che si scoprono spulciando le oltre 2500 pagine dell’intera Relazione consegnata al Senato l’8 maggio scorso che Unimondo presenta in anteprima.

Appello per un’Europa dei cittadini

La crisi che ha colpito il vecchio continente si abbatte soprattutto sui giovani, soprattutto i laureati. È a questa generazione che è rivolto l’appello per un’Europa dei cittadini lanciato dall’eurodeputato Daniel Cohn-Bendit e dal sociologo Ulrich Beck. Il testo, pubblicato da Die Zeit, Le Monde, El País e La Repubblica, è stato firmato da una sessantina di intellettuali, politici e artisti europei, tra cui il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, Jaques Delors, i premi Nobel per la letteratura Imre Kertesz e Herta Müller, Adam Michnik e Joschka Fischer. Leggi l’appello.

Temi

» Fine dell'UE?

Il rapimento di EuropaEuropa a più velocità e cooperazioni rafforzate sono solo due delle varie etichette usate per descrivere i possibili futuri dell’UE. Un’Europa costruita attorno a pochi paesi che, per interesse, decidono di diventare più integrati, o un’Europa fatta di governi che, come al ristorante, decidono autonomamente quali piatti mangiare (quali competenze mettere assieme). Insomma, oggi più di prima l’integrazione ulteriore dei paesi europei non deve essere data per scontata. La stessa sopravvivenza dell’UE non può essere data per certa.

Il 9 maggio è la festa dell'Europa. In quel lontano giorno del 1950, Robert Schuman presentava la proposta di creare un'organizzazione in grado di promuovere relazioni pacifiche fra gli Stati che la componevano. La proposta, nota come "dichiarazione Schuman", è considerata l'atto di nascita dell'Unione europea (UE). Sessanta due anni sono passati da quel giorno, e, purtroppo, l'Europa dimostra tutta la sua età. Anzi, forse anche qualche anno in più!

La crisi economica e (soprattutto) politica di questi mesi ha avuto una ripercussione profondissima sull'UE. continua...

» La Comunità Autonoma del Trentino

Oggi possiamo dire che un percorso, fra Bruno Kessler e Lorenzo Dellai, si è concluso ed è necessario passare a una fase successiva dell'Autonomia, che punti al consolidamento della specialità autonomista. L'idea è quella di definire in maniera diversa la nostra realtà istituzionale: non più solo una provincia, dunque una realtà amministrativa nell'insieme di un'organizzazione centralista dello stato, seppur dotata di particolari e ingenti connotati autonomistici, ma una "Comunità Autonoma", diversa nella definizione perché diverse sono le competenze, gli assetti organizzativi, i livelli istituzionali, il patrimonio legislativo e la stessa potestà legislativa e di governo. 
autore Giorgio Lunelli - inserito mercoledì, 11 aprile 2012
12 commenti - » commenta | vai al forum

» Dalla Val di Susa al Brennero

"Non si torna più indietro", sono le parole usate nell'ultimo incontro con il commissario europeo per fare il punto sul raddoppio della ferrovia del Brennero. "Non si torna più indietro", sono le parole usate dal governo per la TAV Torino-Lione. In realtà siamo ancora in tempo per affrontare i problemi e per evitare di ritrovarsi in un vicolo cieco con una contrapposizione senza possibilità di mediazione. Prima di ritrovarci nella stessa situazione della Val di Susa riapriamo il dibattito sulla ferrovia del Brennero. Lasciamo perdere le affermazioni di principio ed entriamo nel merito.
autore Roberto Pinter - inserito venerdì, 23 marzo 2012
15 commenti - » commenta | vai al forum

» Frontiere

Le nostre democrazie sono segnate dall'importanza - a volte drammatica - dei confini e da questo deriva un progressivo smarrimento del significato essenziale del vivere democratico. Per dare una possibilità alla democrazia moderna di trasformarsi in altro senza inabissarsi, dovremmo provare a fare nostro il più ricco concetto di frontiera, "costruzione artificiale che nasce dalle aspirazioni e dalle aspettative di una comunità e quindi da motivazioni sociali e non esclusivamente geografiche".
autore Federico Zappini - inserito mercoledì, 7 marzo 2012
14 commenti - » commenta | vai al forum

» Dietro ai Forconi

La crisi ha raggiunto un'intensità fortissima al sud, dove si intensificano pulsioni e malcontenti spesso ignorati dai media. Il sottaciuto malessere meridionale ha assunto in Sicilia una forma esplicita e clamorosa. Nel gennaio scorso un blocco stradale operato da migliaia di persone ha messo in ginocchio l'economia della regione piu vasta d'Italia (terza come popolazione). In breve tempo il carburante si è esaurito e i supermercati svuotati. I media tradizionali hanno prima ignorato il fenomeno e solo dopo alcuni giorni vi hanno posto attenzione, oscillando tra minimizzazioni e criminalizzazioni. Chi sono i protagonisti di quel blocco? Cosa chiedono? Che ripercussioni possono avere i fatti siciliani sulla politica nazionale?
autore Franz Libero Bonomo - inserito lunedì, 20 febbraio 2012
9 commenti - » commenta | vai al forum

» L'integrazione mite

Lampedusa: circa un anno fa, a reti unificate, si annunciava l'inizio dell'invasione dei migranti provenienti dalla Tunisia (204 al primo sbarco). La primavera araba, le furbizie politiche, i ricatti dei dittatori nordafricani e la prospettiva di un futuro migliore erano il motore del fenomeno. La gestione italiana del flusso migratorio ha reso un rivolo d'acqua una fiumana. Si è voluto infondere timore per poi rassicurare. La realtà è un'altra. Gli immigrati che giungono sulle nostre coste via mare sono solo il 10%. Per il restante 90% il processo di integrazione è spesso diverso. Invisibile e lento, contribuisce al sistema e garantisce la sopravvivenza di tipicità italiane. La loro è un'integrazione mite.
autore Giuseppe Marino - inserito mercoledì, 8 febbraio 2012
7 commenti - » commenta | vai al forum

» La memoria fragile

Giovedì 26 gennaio: partenza con centinaia di giovani trentini e sudtirolesi per raggiungere Cracovia. Il Treno della Memoria ci condurrà sui luoghi simbolo dell'Olocausto. Prima di partire, metto nero su bianco alcune riflessioni che porto avanti da tempo su un tema, quello della memoria, che ho sempre considerato urgente. Il cuore di questo contributo è il valore del ricordare non come ossequio alla storia, ma come necessità imposta dall'agire politico nel presente. Lo sguardo storico non si accontenta di una rapida rotazione del capo: presuppone profondità e pazienza. La complessità del presente ci pone di fronte la sfida della comprensione del passato. Questo articolo si pone come spunto per le riflessioni che nasceranno nel corso di questa esperienza collettiva, e che condividerò nello spazio dei commenti.
autore Tommaso Iori - inserito martedì, 24 gennaio 2012
14 commenti - » commenta | vai al forum