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Gorgo. In fondo alla paura
di Gianfranco Bettin (Feltrinelli, Milano, 2009)
Tutto avviene nella notte del 20 agosto 2007. Il luogo è Gorgo al
Monticano, nel cuore della Marca trevigiana, ma la "scena" è in realtà
quella del profondo Nordest. Due anziani coniugi, custodi di una grande
villa, vengono sorpresi nel sonno da banditi che li uccidono
brutalmente dopo averli torturati per costringerli ad aprire la
cassaforte. Il delitto è orrendo, bestiale. Il paese è sconvolto, ma è
l'intero Nordest a ritrovarsi profondamente scosso. A Roma, il governo
guidato da Romano Prodi vara provvedimenti straordinari. Mentre le
polemiche si fanno roventi, con la Lega che rilancia le ronde padane a
presidio del territorio, si giunge all'arresto di tre sospetti. Sono un
ragazzo romeno di vent'anni, che lavora nell'azienda del proprietario
della villa, e due albanesi, Artur Lleshi e Naim Stafa, irregolari,
pregiudicati, fuori in anticipo grazie all'indulto varato l'anno prima
dal Parlamento: i personaggi ideali per scatenare un'ulteriore ondata
di rabbia e per radicare ancor più il senso di minaccia in tutto il
paese.