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Terra-Patria
di Edgar Morin (Feltrinelli, Milano, 1994)
Un mondo in pericolo, indebolito dal degrado
ecologico e dal disordine demografico, preda di forze "barbare e
cieche" che si contendono il suo dominio e di una civiltà che ha
mercificato qualsiasi tipo di valore.. Non permette utopie o illusioni
il pianeta Terra raccontato da Edgar Morin nel suo ultimo saggio,
scritto a due mani con Anne Brigitte Kern, che apre una nuova collana
dal titolo "Scienze e Idee", diretta da Giulio Giorello. Non permette
utopie il pericolo che investe la stessa storia dell'uomo. Alle soglie
del terzo millennio l'umanità è di fronte a un abisso, alle sue spalle
un susseguirsi di bellezze e di orrori, di scoperte e di tragedie. La
legge del progresso, votata all'infinito non ha posto limiti alla
crescita economica, non ha posto limiti all'intelligenza umana,
esasperando la mancanza di misura e l'accecamento umano. Ma alla fine
Morin lancia un messaggio. Questo pianeta è il nostro pianeta e pur
consapevoli di vivere su un "granello" immerso nel gigantesco universo,
è necessario ritrovare l'unità umana e la sua profonda relazione con la
natura per opporsi alla catastrofe e alla logica della perdizione, a
salvaguardia della sua diversità. Gli uomini passano la maggior parte
del loro tempo a sopravvivere: "Dobbiamo tentare di vivere non soltanto
per sopravvivere, ma anche vivere davvero. Vivere poeticamente è vivere
per vivere".