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La lingua salvata
di Elias Canetti (Adelphi, Milano, 1980)
La lingua salvata è la storia della giovinezza di Elias
Canetti (Premio Nobel 1981), nato in Bulgaria da una
famiglia ebraica di origine spagnola.Trascorsi i primi anni di vita fra giovani balie bulgare, nonni autoritari e radicate tradizioni linguistiche, si trasferisce in Inghilterra con la famiglia. Coltiva un prezioso rapporto col padre, uomo dolce e idealista che s'interrompe tragicamente con la morte dello stesso. Responsabile morale del drammatico evento, la madre decide di legarlo a sè, insegnandogli il tedesco, (la lingua salvata del libro) che usava con l'amato nei discorsi privati. Elias raccoglie l'eredità paterna e costruisce un nuovo rapporto con la madre, fatto di letture classiche e testi teatrali.
Nel lungo pellegrinare nell'Europa mitteleuropea, squassata dalla prima guerra mondiale, approda prima a Vienna, dove può constatare personalmente tutto ciò che la madre gli ha raccontato della sua giovinezza e successivamente a Zurigo, dove a seguito dei problemi di salute della madre, viene sistemato in una convitto, nel quale inizia un'esistenza fatta di privilegi, intellettuali ed economici. La madre lo strapperà a questa realtà edulcorata, portandolo con sè, nella Germania distrutta dalla guerra appena finita, affinché si renda conto che la vita non è quella nella quale si è crogiolato sin'ora.
Canetti scrive un libro intenso, che non perde mai il filo e che racconta di un giovane che diventa uomo, attraverso esperienze uniche per la sua età.