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I nodi al pettine La crisi finanziaria e le regole non scritte
di Marco Onado (Laterza, 2009)
Mentre le autorità si affannano per arginare la crisi, la gente si
interroga sul futuro dei propri risparmi. Qual è la vera natura del
sistema finanziario: è il dispensatore di ricchezza e di mezzi per
raggiungere il benessere o il Moloch che distrugge tutto e tutti?La finanza è diventata sempre più grande, sempre più opaca, sempre più incontrollata. Anziché essere dispensatrice di benessere per tutti, è stata colta da una sorta di ambizione luciferina che l'ha portata a mostrare il suo volto peggiore. La teoria economica dominante si è arroccata attorno all'ipotesi che il sistema finanziario fosse intrinsecamente efficiente e che potesse trovare autonomamente regole adeguate. E che il mercato, nella sua infinita saggezza ed efficienza, potesse determinare il livello ottimale di capitale necessario a garantire la stabilità delle banche. Ma mi faccia il piacere, avrebbe detto Totò. Il problema non sono le regole abolite, ma quelle che non sono mai state scritte. Non si tratta di scegliere tra Stato e mercato. Si tratta di avere più Stato per scrivere le regole necessarie a far funzionare i mercati finanziari in modo efficiente, così che non assumano più le orride sembianze di Mr Hyde.Indice
Prefazione - I. Dr. Jekyll o Mr. Hyde? I due volti della finanza - II. La Grande Illusione. Le opportunità della finanza alla fine degli anni Ottanta - III. Il sonno della ragione. Dall'ottimismo alla bolla del credito - IV. L'inferno di cristallo - V. La «grande bouffe» - VI. I soliti ignoti - VIII.Per il primato delle regole - Bibliografia