Questo sito è fatto per discutere di temi e contenuti della politica. Siete tutti invitati a lasciare una riflessione o anche solo un breve commento.
Alla direzione di Politica è responsabilità si alternano, ogni due settimane, persone con diversi orientamenti culturali che lanciano una riflessione e segnalano materiali di approfondimento...[continua]
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Rompere il silenzio! Tra Grande silenzio e silenzi colpevoli
Il convegno "Rompere il silenzio! Tra Grande silenzio e silenzi colpevoli", organizzato dalla fraternità francescana di Sanzeno, nella trentina Val di Non, in collaborazione con la locale Amministrazione comunale e con l’Assessorato provinciale alla solidarietà dal 3 al 4 settembre 2010 nella suggestiva cornice di Casa de Gentili, è aperto a tutti, e si propone di offrire un’occasione stimolante di approfondimento culturale e di “pensiero” sul silenzio. Il suo approccio è volutamente interdisciplinare ed ecumenico, partendo dal presupposto francescano che non c’è nulla di autenticamente umano che non sia subito del tutto spirituale, e viceversa, ed è affidato a relatori di validità e competenza riconosciuta. La partecipazione è gratuita. Informazioni e iscrizioni: 0463434134, convegno@santimartiri.org. Per l’eventuale pernottamento: Casa Gaudium et Spes 0463435024
Chi sei? Alla ricerca delle identità
Il Gioco degli Specchi propone una riflessione comune sulla parola identità. Una parola, “identità”, tanto importante quanto abusata e difficile da definire: "Chi sei? Alla ricerca delle identità". Manda un tuo pensiero o una riflessione letta (indicando autore, titolo, editore), per una lunghezza non superiore a 300 caratteri. Una selezione del materiale pervenuto andrà a costituire i messaggi appesi per l’intero mese di ottobre in tutti gli autobus di Trento e Rovereto, con l’indicazione del nome del proponente, se questi lo desidera. Invia il tuo contributo a info@ilgiocodeglispecchi.org entro venerdì 10 settembre 2010. Informazioni: 0461.916251
Abitare le Alpi
Aperta al pubblico fino al 12/09/10 a Merano la "Mostra itinerante sull’architettura alpina: Abitare le Alpi", che in seguito verrà proposta in tutti gli otto Paesi dell’arco alpino. La mostra fotografica illustra soluzioni abitative innovative e sostenibili in tutto l’arco alpino, con le rispettive specificità regionali e i rapporti con il contesto ambientale.
» Memoria, istruzioni per l’uso
- mercoledì, 1 settembre 2010
- di Giuseppe Ferrandi
- 7 commenti
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Come si costruisce la memoria?
Come è meglio che venga utilizzata? Su questi problemi la riflessione diventa molto attuale e investe alcuni dei tormentoni di questa estate 2010 e in particolare l'ormai super citato articolo/inchiesta di
Stella e di Rizzo sul Corriere della Sera.
Chi ha avuto occasione di riflettere sull'uso pubblico della memoria sa quanto la questione sia delicata. Questione delicata perché il frequente ricorso al concetto di memoria non è mai accompagnato ad una riflessione seria su cosa la stessa stia ad indicare, quale rapporto abbia con la storia e con le identità. A complicare il gioco si può osservare la rilevanza della costruzione della memoria come elemento costitutivo del discorso politico, sia esso finalizzato al rafforzamento di un'identità nazionale, di una comunità locale, di un movimento o di un partito. Questo genere di operazione, definitiva sbrigativamente "ideologica", è molto frequente e non può dirsi affatto tramontata. La crisi delle ideologie novecentesche sembra aver raffinato ancor di più l'esigenza di essere persuasivi sfoderando un "proprio" patrimonio di memoria.
Il problema è quindi come si costruisce memoria, come la stessa viene utilizzata. Su questi aspetti la riflessione diventa molto più attuale e investe alcuni dei tormentoni di questa estate 2010.
Nell'ormai super citato articolo/inchiesta di Stella e di Rizzo, oltre a contenere un attacco frontale all'autonomia del Trentino, si insinua che la stessa abbia bisogno di una dose massiccia di memoria storica fabbricata ad hoc. Gli ingredienti sono semplici: da una parte cancellare Battisti e la tradizione risorgimentale/irredentistica, dall'altra insistere su Hofer e la tirolesità del Trentino. Autori di questa colossale macchinazione sono gli autonomisti del PATT, mentre l'opinione pubblica trentina si accoda volentieri e per convenienza.
Il tormentone verrà probabilmente riproposto. Qualche mese fa si contrapponevano Schützen e Alpini.
Auspico che questa nostra discussione possa superare quella che mi appare come una semplificazione.
Propongo quindi due temi.
Il primo:
Apriamo seriamente una riflessione sulle "componenti" della nostra memoria collettiva. Non troveremo nulla di netto e scontato, ma tantissime e felicissime contraddizioni. Una terra di confine deve proprio a questo particolare "status" la sua ricchezza, la propria specificità. Diffidiamo di coloro che vogliono rappresentare con un solo colore la "carta delle memorie" del Trentino. A maggior ragione, se tale "carta" si inserisce in un orizzonte più ampio, cogliendo pienamente la ricchezza del contesto alpino, spostandosi verso nord e verso sud, verso est e verso ovest.
Il secondo:
Ragioniamo sull'uso pubblico della storia e della memoria. Facciamolo seriamente. Ho letto la proposta della UIL scuola per un corso di storia del Trentino "non ideologico" e vi ho trovato tantissima ideologia. Provo la stessa sensazione di fronte all'unilateralità di chi vede solamente Andreas Hofer primeggiare negli ultimi due secoli di storia.
Cominciamo a liberare il dibattito da queste sterili contrapposizioni. Discutiamo laicamente di come il Trentino ha coltivato la propria idea di memoria, quanto abbiano agito in profondità gli apparati dei nazionalismi, quanto abbia resistito (spesso chiudendosi) la dimensione locale, come le politiche culturali agiscono in questo campo. Salvaguardiamo il potenziale di ricchezza e di pluralismo che questa memoria mette in campo. Senza aver paura di inserire tali riferimenti culturali a favore di una "nuova politica".