- » La buona ricchezza
- » Il tempo opportuno
- » Caro Walter ma Monti è sul mercato?
- » Perchè la finanza ha usurpato lo spazio della politica?
- » Il martirio di Atene
- » E in Parlamento frena la legge contro il malaffare
- » Trippa per tutti
- » La falsa leggenda dei ragazzi bamboccioni
- » I nuovi orfani
- » Obama e Monti
- » Buone idee per la scuola
- » Basta giocare a scacchi con i diritti
- » I “senza posto fisso nativi”
- » Lusi, cinque modi per non spiegarsi
- » Se non ora quando?
- » Gli inganni della rivoluzione
- » Quei 20 milioni del partito-fantasma
- » Perché proteggiamo (troppo) i nostri figli
- » Evado dopo di lui
- » Grazie
- • Lettera all’Arcivescovo di Trento
- » Non basta vincere, bisogna convincere.
- » Comunità di Valle, servono idee e proposte concrete
- » La Grecia brucia
- » Una legge sui partiti
- » Appunti post primarie
- » Coniugare sviluppo e coesione sociale
- » Facebook, se la nostra vita è quotata in borsa
- » A proposito di Comunità di Valle
- » Comunità trentina
- » Il più grande sobborgo di Trento
- » Autonomia è innovazione
- » Nel giorno del ricordo, una riflessione
- » Articolo 18: totem e tabù
- » L’università sia risorsa per lo sviluppo e il lavoro dei giovani
- » Le Comunità di Valle vengono da lontano
- » Parlando di lavoro
- » Autonomia, serve un cambio di passo
- » Tra locale e globale, tra energia e politica
- » Ciò che siamo
- » Acqua pubblica
Lettera all’Arcivescovo di Trento
Mauro Avi
Nella convinzione che i comportamenti e le scelte in campo economico e finanziario non siano neutre dal punto di vista etico e morale, e comunque non debbano né possano prescindere dalle opzioni di fondo derivanti dalla propria coscienza ed eventualmente dalla propria fede, sia a livello del singolo individuo che delle associazioni e delle istituzioni cui si appartiene o si fa riferimento, i firmatari di questo appello esprimono forte disagio di fronte a potenziali e ventilati investimenti finanziari effettuati dalle Istituzioni cui partecipano le Istituzioni che rappresentano la Comunità cristiana in questa Diocesi.
Riteniamo che le scelte operate influiscano sull'immagine pubblica e sulla credibilità delle Istituzioni cristiane e dei suoi rappresentanti, ma incidano anche sulla formazione della stessa identità della Comunità.
Siamo convinti che la trasparenza e la coerenza evangelica nelle scelte di carattere patrimoniale, una capacità di visione profetica e lungimiranza controcorrente (esercitata in passato dal mondo cattolico istituzionale e laico), in funzione dei bisogni della popolazione, in particolare dei soggetti più deboli socialmente ed economicamente, debbano essere una priorità da parte di questa Comunità che anela ad essere cristiana.
Una impostazione finanziaria che abbia per priorità la ricerca del profitto fine a se stesso ha dimostrato i propri limiti e ha contribuito pesantemente alla attuale crisi mondiale in termini economici, ecologici e morali.
Persuasi che le disponibilità degli Enti ecclesiastici trentini siano impiegate per lodevoli iniziative, che non sempre sono adeguatamente pubblicizzate, senza nascondersi la necessità che, sia a livello individuale che di Comunità, ogni persona abbia il diritto-dovere di assumersi la propria parte di responsabilità decisionale, cominciando da una completa e serena informazione.
Per queste motivazioni
CHIEDIAMO
Trasparenza: la Curia trentina rediga un elenco pubblico, aggiornato periodicamente, dei beni e delle partecipazioni a tutti i livelli; si portino a conoscenza della Comunità dei fedeli i profitti derivanti dalle attività finanziarie e immobiliari, precisandone la destinazione e l'uso.
Coerenza evangelica: interrogarsi a livello istituzionale, in modo problematico e sistematico, sulla aderenza ai principi etici e sociali, dei proventi degli investimenti finanziari.
Interesse della Comunità locale: valutare se gli investimenti realizzati promuovano la crescita della Comunità territoriale.
Ricerca di comportamenti alternativi e solidali: ripensare i rapporti con le finanziarie, alla ricerca di uno spirito profetico, partendo dai bisogni della popolazione, del territorio, dell'ambiente. Privilegiando la banca etica, i finanziamenti di cooperative in paesi emergenti, le iniziative per le famiglie, le cooperative di acquisto e vacanza, i prestiti d'onore a giovani e studenti, alle piccole imprese che lavorano sul territorio, la ricerca e le fonti alternative, che nel medio e lungo termine garantiscano ricaduta sociale e mantenimento o incremento dei livelli occupazionali.
Coinvolgimento dei laici e della società civile: Promuovere la formazione di una cultura diffusa dell'etica dei propri comportamenti economici e scelte lavorative e finanziarie, facendo comprendere l'importanza di azioni collettive tese ad assicurare un futuro alle giovani generazioni. Incontro pubblico: organizzare un pubblico confronto, già proposto dalle stesse autorità ecclesiastiche locali.
Vorremmo che fossero compresi i sentimenti di disagio e l'anelito costruttivo che sono sottesi a queste richieste. Proprio per questo motivo proponiamo che la responsabilità delle scelte diventi diffusa e condivisa, nel desiderio di appartenere ad una Chiesa sempre più libera, credibile e coerente con il messaggio evangelico.
Primo firmatario Mauro Avi
Seguono firme
Gennaio 2012