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Grazie
Adriano Sofri
(Piccola Posta/Il Foglio.it)
Sono passato dal tribunale, all’ora in cui sono finite le udienze e gli imputati detenuti vengono riportati dentro. C’erano due grossi furgoni della polizia penitenziaria fermi, con qualche agente attorno. Guardavo, se ce ne fosse qualcuno di mia conoscenza. E’ arrivata, trafelata, una donna che teneva per mano un bambino.
Aspettavano lei. Hanno fatto scendere dal retro di uno dei furgoni un uomo con le manette che ha baciato il bambino. Poi è ritornato dentro, e gli agenti sono risaliti a bordo. La donna continuava a dire: “Grazie”. Ha detto grazie anche quando i furgoni erano già ripartiti. E’ venuta via e abbiamo fatto un pezzetto di strada insieme. Piangeva piano, per non farlo vedere al bambino. Ecco, l’ho raccontato perché era una buona notizia, che gli agenti abbiano lasciato che l’uomo baciasse suo figlio. Il giorno prima, sempre qui a Firenze, c’era stata un’altra buona notizia. La ministro Severino dopo aver visitato Sollicciano aveva detto che il carcere in Italia è una tortura. La buona notizia non era che il carcere sia una tortura, era che la signora ministro della Giustizia l’abbia detto.
25 gennaio 2012