- • Buone idee per la scuola
- » Mobilità e progresso
- » Ma chi l’ha detto che su Facebook non si fa politica?
- » Israele: il governissimo riaccende l’allarme ’attacco all’Iran’
- » Hannelore, la ragioniera che sfida la politica del rigore
- » Sprechi
- » Oggi le comiche
- » Obama e i gay, idealismo e calcolo politico
- » Sberleffo e castigo
- » Fare politica in città, dopo la sezione
- » E ci sentiamo tutti più giovani di vent’anni
- » La nuova via dell’Europa nasce dai voti di protesta
- » Quegli evviva su Facebook
- » Il Paese delle piccole città
- » Dei diritti e delle pene
- » Gli eroi della Resistenza
- » Ma perché l’euro non crolla? Colpa dei Bund tedeschi
- » Soldi nostri
- » Lo scotch sulla bocca
- » Errore drammatico
- » La commedia di Beppe Grillo, trita e ritrita
- » Scoprire la bellezza del limite
- » Occupy everywhere (Lettera da New York III)
- » Anticongiunturale
- » Grillo non dice NO ai caccia F35
- » La gara (sbagliata) del Bondone
- » Provincia: la Balena da far dimagrire
- » Ora bisogna costruire le Comunità
- » DPRK, un viaggio paradossale
- » “Avvocato!”: la forza dell’esempio di Fulvio Croce
- » Preparando il May Day (Lettera da New York II)
- » Dai Black Mask a Occupy Wall Street (Lettera da New York I)
- » Monta l’antipolitica
- » Effetti psichici della precarietà lavorativa
- » Il Patt a Dellai: ora tocca a noi
- » Software libero
- » Multiservizi in Trentino
- » La Hack, bella serata e polemiche inutili
- » Un interprete di questo tempo
- » Lettera aperta ai sindaci della Valle di Non
- » Il silenzio del mondo
Buone idee per la scuola
Luca Sofri
(wittgenstein.it)
Tra le tante esperienze notevolissime dei quattro giorni che passai alla Singularity University tre anni fa, ci fu la conoscenza con un uomo che mi parve straordinario, per quel che può valere l'esperienza di una serata. Si chiama Peter Bloom, non lo avevo mai sentito nominare, era stato invitato - nella creativa e spesso improvvisata gestione dei corsi estivi - a passare una serata con la quarantina di studenti a cui mi ero aggregato per scrivere della Singularity per Wired.
Tra le sue eclettiche e ricche esperienze di cui ci raccontò quella sera la più spettacolare fu quella di prestigiatore e truffatore delle tre carte, la più rilevante e assidua quella di venture capitalist in aziende tecnologiche, la più affascinante per me quella di coautore e promotore di un sito che si chiama DonorsChoose e che serve a gestire le necessità delle scuole americane e a metterle in relazione con le disponibilità private ad aiutarle. Il sistema è spiegato brevemente: le scuole scrivono sul sito cosa serve loro - una lavagna, un campo da calcio, un pulmino, dei pastelli colorati, un mappamondo - e chi vuole contribuire all'acquisto lo fa attraverso il sito.
Il sito è molto ben fatto, e Bloom ce lo spiegò con grande passione - come tutte le cose che ci spiegò quella sera, a cominciare da una lezione intitolata "3 sbagli che ho fatto nella vita" - e io, che avevo da poco intrapreso un'attività di padre di bambina in età scolastica con allegate esperienze di carenze di ogni genere, ne fui in particolare incuriosito. Tornai in Italia e ne parlai spesso in giro, ma forse non sono stato bravo abbastanza, forse siamo tutti disincantati, e non convinsi nessuno a fare una cosa del genere (avessi detto "lo faccio io" forse sarebbe andata meglio, ma c'era già il Post in ballo).
Mi è capitato poi di imbattermi in storie e notizie su DonorsChoose, ma oggi sono stato particolarmente contento di scoprire che tra gli sponsor dell'iniziativa è arrivata anche una striscia di Doonesbury, venerdì. Tutto per dire ancora che se questo paese cambierà sarà perché avremo lavorato meglio sulle sue scuole, e se non lo fa chi deve, lo faccia chi può. Con idee come questa, o diverse da questa.
8 febbraio 2012
(www.wittgenstein.it)