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Autonomia è innovazione
Alessandro Olivi
Autonomia speciale e interventi strategici per rilanciare lo sviluppo del Trentino sono stati i temi al centro della Giunta di programma di lunedì e martedì. Rilanciare l'Autonomia della nostra Provincia, come è negli impegni della Giunta, agganciandola ad una dimensione più ampia (alpina, nazionale ed europea) è determinante per la sua stessa sopravvivenza.
L'Autonomia infatti deve essere a servizio
del Paese, e sopratutto delle aree di montagna, fra le più colpite dagli
effetti della crisi economica, per le loro peculiarità. È partendo da
un'idea inclusiva dell'Autonomia che nei prossimi mesi verranno proposti
momenti di riflessione collettiva dove ognuno sarà chiamato a dare il
proprio contributo e a riflettere sul senso della nostro stare insieme
come Comunità autonoma. Questo percorso non dovrà avere come
protagonisti esclusivi i rappresentanti nelle Istituzioni o risultare
essere una riunione tra gli addetti ai lavoro. Dovrà avere il concorso
di tutte le forze economiche e sociali, il cui contributo in termini di
innovazione, di sviluppo e di coesione rappresenta la linfa della nostra
Autonomia.
Assieme all'Autonomia, l'altro tema principale di cui si è
occupata la Giunta è stato quello della situazione dell'economia. Si
annuncia una stagione ancora 'cruda', con un concreto rischio di
recessione anche per il Trentino. Come noto, nel 2009-2010 e in parte
del 2011 abbiamo realizzato una manovra anticongiunturale
particolarmente ampia e incisiva, che aveva il compito di contrastare la
crisi soprattutto finanziaria. Nel 2012 vogliamo mettere in campo
un'azione altrettanto 'forte' per contrastare gli effetti della
recessione, agendo sulla duplice leva della crescita e dello sviluppo. A
Lagolo abbiamo parlato anche del tema, speculare, del lavoro: mettere
in campo una politica per la crescita significa porre in essere l'unica
azione utile e necessaria al fine di creare nuovi sbocchi occupazionali.
Orientare
le nostre politiche in questa direzione significa però concentrarci su
alcuni obiettivi e alcune azioni specifiche: se, infatti, con la manovra
anticongiunturale erano stati messi in campo strumenti abbastanza
'generalizzati' e inclusivi, per sostenere ora crescita e sviluppo
dobbiamo canalizzare l'intervento pubblico nella direzione più
appropriata e 'mirata'. Queste le tre voci principali: finanza
d'impresa, apertura della piattaforma produttiva, poli e filiere
portatori di innovazione.
Vogliamo anche condividere nelle prossime
settimane le nostre proposte, alcune delle quali già abbastanza
'concrete', altre in fase di elaborazione, con le parti economiche e
sociali, all'insegna di un rapporto sinergico e di stretta
collaborazione. Siamo convinti infatti che il metodo a partire dal
quale affrontare questa nuova stagione deve essere quello del confronto
con imprese e mondo del lavoro, che sono chiamate a partecipare
attivamente alle sfide che abbiamo messo in campo.
Nel campo del
commercio, infine, abbiamo ribadito la nostra volontà di tenere ferma
l'impostazione della nuova legge provinciale, una riforma aperta,
intelligente, che risponde alle esigenze di liberalizzazione del settore
in maniera ragionata, valorizzandone le specificità e il ruolo
strategico.
Dare impulso alla competitività e alla produttività
del sistema economico, modernizzare la "cassetta degli attrezzi" della
Pubblica Amministrazione, garantire maggior equità del sistema di
welfare sono in sintesi le priorità per i prossimi mesi. Con la
consapevolezza che la nostra Autonomia rappresenta uno strumento
fortemente innovativo, non qualcosa di statico, ed è quindi necessario
intensificarne l'azione riformatrice.
11 febbraio 2012