- » Mobilità e progresso
- » Ma chi l’ha detto che su Facebook non si fa politica?
- » Israele: il governissimo riaccende l’allarme ’attacco all’Iran’
- » Hannelore, la ragioniera che sfida la politica del rigore
- » Sprechi
- » Oggi le comiche
- » Obama e i gay, idealismo e calcolo politico
- » Sberleffo e castigo
- » Fare politica in città, dopo la sezione
- » E ci sentiamo tutti più giovani di vent’anni
- » La nuova via dell’Europa nasce dai voti di protesta
- » Quegli evviva su Facebook
- » Il Paese delle piccole città
- » Dei diritti e delle pene
- » Gli eroi della Resistenza
- » Ma perché l’euro non crolla? Colpa dei Bund tedeschi
- » Soldi nostri
- » Lo scotch sulla bocca
- » Errore drammatico
- » La commedia di Beppe Grillo, trita e ritrita
- • Il più grande sobborgo di Trento
- » Scoprire la bellezza del limite
- » Occupy everywhere (Lettera da New York III)
- » Anticongiunturale
- » Grillo non dice NO ai caccia F35
- » La gara (sbagliata) del Bondone
- » Provincia: la Balena da far dimagrire
- » Ora bisogna costruire le Comunità
- » DPRK, un viaggio paradossale
- » “Avvocato!”: la forza dell’esempio di Fulvio Croce
- » Preparando il May Day (Lettera da New York II)
- » Dai Black Mask a Occupy Wall Street (Lettera da New York I)
- » Monta l’antipolitica
- » Effetti psichici della precarietà lavorativa
- » Il Patt a Dellai: ora tocca a noi
- » Software libero
- » Multiservizi in Trentino
- » La Hack, bella serata e polemiche inutili
- » Un interprete di questo tempo
- » Lettera aperta ai sindaci della Valle di Non
- » Il silenzio del mondo
Il più grande sobborgo di Trento
Michele Nardelli
(blog)
Gardolo è il più grande sobborgo di Trento ed è per numero di abitanti il quarto comune del Trentino. Ma soprattutto è un complesso laboratorio di sperimentazione di nuove cittadinanze e di funzioni che continuano ad insistere sul fondovalle.
Due anni fa avevo
presentato in Consiglio Provinciale un Ordine del giorno in cui si
prevedeva la realizzazione di un Accordo di Programma fra Provincia e
Comune per affrontare questa specialità.
In questo arco di tempo alcune cose sono state realizzate, altre
avviate. Ma decisivo per il futuro del sobborgo risulta la capacità di
dare risposte agli interrogativi posti nel rapporto fra il capoluogo e
il resto del territorio provinciale. Perché è indubbio che se c'è
un'area di espansione nel fondovalle questa è il territorio a nord di
Trento, ma al tempo stesso è altrettanto vero che le politiche che la
PAT ha avviato sul piano dello spostamento verso le valli delle funzioni
amministrative (la riforma delle Comunità di Valle) e della
riorganizzazione dell'apparato provinciale (la riduzione dei
dipartimenti, lo snellimento dell'apparato, il telelavoro...) dovrebbero
alleggerire il peso demografico ed amministrativo sul capoluogo. Se
lasciamo che sia invece la pianificazione dei soggetti che vorrebbero
edificare le aree liberate dalle precedenti vocazioni industriali (oltre
al comparto Michelin già in fase d avanzata costruzione, l'area Sloi e
Carbochimica, l'Italcementi a Piedicastello, l'area Lenzi a Trento
Sud...), l'area Tosolini e quella delle comparto scolastico di via
Brigata Acqui in pieno centro, quella dello scalo Filzi o del piano
Canova , a disegnare la politica urbanistica, allora la città sarebbe
destinata a crescere a dismisura, nei fatti contraddicendo le
implicazioni urbanistiche che il piano di riequilibrio fra Provincia e
territorio.
Ci lasciamo con la necessità di un confronto da aprire fra la PAT, il
Comune e la Circoscrizione per comprendere dove si vuole andare e,
definito questo, quali degli interventi indicati a suo tempo
(declassamento e interramento di via Brennero in primis) potremo
prevedere già nella prossima finanziaria.
13 febbraio 2012