Pensieri del giorno

Caro Walter ma Monti è sul mercato?

Emanuele Macaluso
(Il Riformista)

Berlusconi dice che Monti è stato indicato da lui al Capo dello Stato per assumere l'incarico di presidente del Consiglio. E con lui tanti notabili del Pdl ripetono che questo governo realizza il programma del centrodestra che i "nemici" interni ed esterni non consentirono al Cavaliere di portare a compimento. Balle. Veltroni, nella sua tradizionale e ampia intervista a Repubblica, dice: «Credo che finora il governo Monti stia realizzando una sintesi fra il rigore dei governi Ciampi e Amato e il riformismo del primo governo Prodi». Balle.

Il titolo della intervista riprende una frase e un concetto di Walter: «Monti è un riformista, non lasciamolo alla destra». Ma Monti è uno che si lascia o si piglia? È un riformista che può stare con la destra? O può stare con la sinistra se fa quel che indica Veltroni? Questa "disponibilità" (che non c'è) non è un'offesa? Casini invece pensa che Monti esprima una politica di centro e non tirandogli la giacca né da una parte né dall'altra, ritiene che da cosa nasce cosa. Da quel che si dice a destra, a sinistra e anche al centro ho l'impressione che sul governo Monti, prevalga un giudizio strumentale che rivela una incapacità a capire che la crisi che ha spinto Monti a Palazzo Chigi ha certamente a che fare con quel che sta succedendo nel mondo, in Europa e in Italia, ma anche col fatto che il governo di centrodestra è fallito nell'affrontare la crisi, il Pd non proponeva un'alternativa credibile, e il centro non sapeva con chi stare. Se sfugge questa consapevolezza, sfugge anche il fatto che Monti e il suo governo non sono assimilabili a quel che ha fatto Prodi e tantomeno quel che faceva il governo Berlusconi. Siamo seri.
Veltroni fa un'osservazione condivisibile, che, però, contraddice altre parti del suo discorso: «Circola nel Pd, ancora più nel Pdl, l'idea che questo sia solo un governo di emergenza, una parentesi dopo la quale si tornerà ai riti, ai giochi della seconda Repubblica o peggio, della prima». Tuttavia, le cose che dice Walter sulle forze politiche e sulle alleanze sono identiche a quelle che abbiamo letto tante volte, prima dell'avvento del governo Monti. Sul Pd Veltroni dice: «Si discute di liberismo e di ritorno al socialismo. Invece siamo fuori dal novecento». Lascia stare, caro Walter, "il ritorno al socialismo" dato che non ci siamo mai stati, o il liberismo che nel Pd nessuno propone. Semmai c'è da chiedersi: cos'è il dopo "novecento" di cui parli. Nell'intervista non c'è una parola sull'Europa e la battaglia politica ha ormai quella dimensione e non si capisce con chi volete farla dato che il centrosinistra in Europa in gran parte si identifica con socialismo democratico.
Per Walter, il Pd deve avere «il profilo di un partito riformista, aperto, unito e può presentarsi come il soggetto di un tempo nuovo». Ma, questa definizione del Pd non l'avevamo già sentita? E le reazioni in quel partito, all'intervista non sono quelle di prima? Insomma, Veltroni dice che con il governo Monti nulla sarà come prima ma ripete quel che diceva prima.

20 febbraio 2012

Il Riformista.it